Cantieri aperti nelle scuole chiuse

Scritto da Lisa Sampieri.

Il MOVI ha aderito all'appello scritto dalla Fondazione Benvenuti in Italia che ha scritto alla Ministra Azzolina e al Governo per chiedere che l’emergenza Coronavirus sia l’occasione per la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Hanno aderito anche le associazioni Get Up (Udine), Le discipline (Firenze), L’egalitè Sarzana (SP), RIME (Trieste), Sermais (Novara), Share (Foligno) e 21 Marzo (Verbania).

"Le scuole del nostro Paese non sono luoghi insicuri a causa dell’espansione del virus, ma sono luoghi insicuri prima di tutto per l’inadeguatezza di troppe strutture", si legge nel documento, che propone un piano in 10 punti affinché, al rientro a scuola, gli studenti trovino ad attenderli degli spazi consoni a far vivere loro in piena sicurezza la vita scolastica.

  1. Rifondare la sicurezza delle scuole a partire dalle mura, attivando subito i progetti già stilati nell’anagrafe dell’edilizia scolastica e utilizzando una parte del debito che l’Italia sta contraendo per la messa in sicurezza, modernizzazione e innovazione degli edifici scolastici
  2. Colmare il digital divide, affinché la didattica a distanza non si trasformi in distanza dalla didattica per i bambini e i ragazzi con disabilità; in condizione di povertà economica, educativa o marginalità sociale; i minori stranieri non accompagnati e i minori segnati dall’epidemia
  3. Raggiungere gli invisibili, ovvero la popolazione scolastica reclusa, che, al momento, spesso non ha a disposizione alcuno strumento per proseguire la didattica
  4. Proteggere i dati degli studenti, investendo nell’open source. La didattica a distanza, infatti, si articola per mezzo di piattaforme di proprietà delle multinazionali leader della rete e questi strumenti, gratuiti, rischiano di divenire bacini di dati sensibili degli studenti, anche minorenni, utili per essere commercializzati, dopo la cosiddetta profilazione.
  5. Ampliare l’offerta formativa e media education, investendo sull’attivazione di percorsi obbligatori di alfabetizzazione civica, digitale e mediatica per le scuole di tutti gli ordini e grado e di educazione su temi quali cyber-bullismo, fake news e hate speech
  6. Potenziare le attività di contrasto alla dispersione scolastica e di promozione della partecipazione e del benessere, anche psicologico, degli studenti. Ampliando le risorse in dotazione al Fondo per la lotta alla povertà educativa. Specifiche attenzioni devono essere rivolte anche al mondo della formazione professionale
  7. Valutare le competenze informali che gli studenti hanno maturato nei mesi di didattica a distanza
  8. Formare e valutare gli insegnanti e il personale non scolastico sulle metodologie didattiche per l’apprendimento a distanza
  9. Attuare strumenti digitali atti a rendere possibile l’aggiornamento delle graduatorie dei supplenti per il prossimo anno scolastico
  10. Aprire la scuola a soluzioni innovative, sfruttabili fin da ora e operative da settembre. Come la strutturazione delle lezioni in più cicli; ingressi sfalsati; presenza in aula alternata a connessione da remoto ecc

 

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Il governo, tramite la Segreteria della Vice-Ministra Anna Ascani, ha risposto al nostro appello

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