Il Censis presenta la sua ultima ricerca: Gli italiani a tavola, cosa sta cambiando. Il valore sociale dell’alimento carne e le nuove disuguaglianze

La nuova ricerca Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) è stato il tema trattato nel corso della conferenza stampa svoltasi a Roma mercoledì 26 ottobre 2016, presso Palazzo Giustiniani .

Lo studio, in particolare, ha indagato sui cambiamenti socio-economici avvenuti nei comportamenti legati ai consumi di cibo da parte degli italiani, cercando di interpretare, attraverso opportuni criteri, i dati rilevati. Durante la presentazione si è insistito principalmente su tre fattori - distinti ma complementari - emersi dall’analisi: decremento - dalla crisi economica del 2007 - rispetto alla quantità e alla qualità del cibo assunto dai cittadini italiani; food social gap; food cultural gap.

La recente crisi economica, infatti, ha condotto la popolazione italiana a ridurre il consumo di frutta, di verdura, di pasta e soprattutto di carne. La conseguenza è una forte disparità di consumi alimentari tra le famiglie benestanti e le meno abbienti. Massimiliano Dona, Segretario Generale Unione Nazionale Consumatori, si esprime in termini di food cultural gap, ossia differenzia tutti coloro che sanno fare una buona spesa da coloro che, inconsapevolmente, non la sanno fare, sostenendo una inadeguata informazione rispetto alle qualità di cibi e/o gli alimenti di consumo.

Per Massimiliano Valerii, Direttore Generale Censis , sta venendo meno il modello italiano di alimentazione, che “ha il migliore impatto su salute e benessere in generale”, sostenendo che si può incorrere “nel rischio di tradire lo stile italiano di alimentazione e di impatto sulla salute”. Tale idea incontra l’adesione del divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone, secondo il quale “La dieta mediterranea è quella che ha il migliore impatto sull’ambiente, dunque è salutare per l’uomo e sostenibile per l’ambiente”.

La presentazione della ricerca Censis si è conclusa con l’intervento di Maurizio Martina - Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali – il quale ha dato voce al pensiero espresso durante il convegno, ossia di preservare e conservare il modello italiano di alimentazione, affermando la necessità di “mettere a fuoco un percorso condiviso di valorizzazione della dieta mediterranea”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato e sono intervenuti: Maurizio Martina (Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali), Massimiliano Valerii (Direttore Generale Censis), Giorgio Calabrese (Presidente Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare Ministero della Salute), Massimiliano Dona (Segretario Generale Unione Nazionale Consumatori), Marino Niola (Antropologo Università degli Studi Suor Orsola Benincasa), Roberto Moncalvo (Presidente Coldiretti), Luigi Scordamaglia (presidente Federalimentare), Alessandro Cecchi Paone (divulgatore scientifico). Per il MoVI Lazio, ha seguito i lavori,   Ludovica Ranaldi.

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