Il percorso “Strade Nuove” del MoVI

Il Movimento di Volontariato Italiano negli ultimi anni ha avviato una riflessione che, a partire dalla ricerca delle pratiche nuove attivate dai cittadini e dai volontari in giro per lo stivale, ha cercato di riconoscere e valorizzare le Strade Nuove che la società civile, portatrice di istanze “generative”, e i cittadini attivi e solidali, che credono nei valori della democrazia, dei diritti e della solidarietà, stanno percorrendo per rispondere profonda crisi che caratterizza il nostro tempo.
La prospettiva che ci interessa, come Movimento del Volontariato Italiano, è proprio il punto di vista di chi crede che la chiusura egoistica in difesa di posizioni acquisite o il “si salvi chi può” non possa essere una soluzione. Ci interessa invece chi al contrario continua a lavorare alla costruzione di una società tutta solidale e responsabile, unica risposta credibile e sostenibile, unico modo per tutelare e far crescere la pace, la giustizia, il rispetto di persone, culture e  ambiente.

Pensiamo le Strade nuove come un modo per sviluppare anticorpi sociali: palestre di democrazia e partecipazione, agorà dove alimentare il senso civico e la coscienza collettiva dei problemi e delle possibili soluzioni. Le pensiamo come un possibile contributo per far crescere quell'Italia dei beni comuni e quella democrazia dal basso necessarie per fare un passo avanti nella costruzione del progetto di società disegnato e sognato anche nella nostra Costituzione Repubblicana.

Il percorso è iniziato nel 2011 in occasione dell’anno europeo del volontariato. Una prima fase ha visto la costruzione di un documento-manifesto “Accompagnare il parto di un mondo nuovo”. Una seconda fase è stata la condivisione della proposta operativa “Strade Nuove per l’Italia” in un convegno nazionale nel giugno 2012 a Roma in cui è stata lanciata l'idea di sperimentare e raccogliere le esperienze sui territori. Il percorso è proseguito con un seminario nazionale a Paestum nel 2014 (terza fase) e la redazione di 5 quaderni per mobilitare “l’iniziativa di gruppi e persone impegnate nel cambiamento sociale” che raccontano le esperienze individuate e le rilanciano come pratiche sociali a disposizione di chi intende attivarsi nel suo territorio. Le cinque strade individuate sono:

Abbiamo capito che le motivazioni e le idee che ci muovono, come volontari, da oltre 40 anni non sono sparite ma sono ancora  forti e attuali oggi, anche se muovono energie e “riserve di gratuità” in modi e luoghi diversi da quelli esplorati dal "volontariato tradizionale". Le domande da cui partiamo sono le stesse di Luciano Tavazza e Monsignor Nervo, attenti interpreti del boom del volontariato che ha caratterizzato gli anni 80-90 in Italia. Le risposte oggi non possono che essere  Strade Nuove.