Strada 2 | Riappropriarsi degli spazi comuni

Strada 2 | Riappropriarsi degli spazi comuni

La cura dei beni comuni (un edificio scolastico, un parco pubblico, un bene culturale, un bene ambientale…) è una straordinaria modalità per educarsi all’interesse generale. Comune è, infatti, un bene che è tale perché tutti possono fruirne senza che questo venga meno per gli altri, ma solo a patto che tutti se ne prendano cura. La cura per i beni comuni è, dunque, una forma di esercizio della cittadinanza attiva, un modo per rilanciare i valori della Costituzione.

Ma i beni comuni sono anche una risorsa della comunità, un “capitale” che può contribuire a fare la ricchezza di un territorio.

I volontari devono fare, della cura dei beni comuni, uno spazio proprio del loro impegno, una possibilità per coinvolgere altri cittadini intorno a progetti concreti di impegno, quindi uno strumento di cambiamento culturale, sapendo anche che i beni comuni sono invisi alle mafie, perché ne rappresentano concretamente e simbolicamente una riduzione del potere sociale.

Una priorità su cui è significativo investire oggi è quella della cura delle scuole. La gestione degli edifici scolastici negli orari in cui non sono utilizzati per l’attività didattica, facendone luoghi di animazione dei quartieri, di educazione non formale, di aggregazione sociale, di integrazione fra culture diverse, di proposta culturale, ecc. può contribuire anche a riportare la scuola al centro dell’interesse di tutta la comunità, a superarne una visione individualistica e competitiva, a rilanciare l’impegno per la tutela del diritto all’istruzione pubblica.

Concretamente:

favorire una rete nazionale di esperienze di gestione civica delle scuole in orario extra-scolastico, attraverso la nascita di associazioni di genitori, animate dai gruppi di volontariato.

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